Logo Regione Marche
Marcheinsalute: Il portale della Sanità nelle Marche
Marcheinsalute: Il portale della Sanità nelle Marche
Link al sito Dimi
Voi siete qui:
##CANALE_ASUR##
##CANALE_ASL##
##CANALE_LEGISLAZIONE##
##CANALE_RICERCHE##
##CANALE_COMUNICAZIONI##
##CANALE_ATTIAMMINISTRATIVI##
##CANALE_SITIINTERESSE##
Ispettorato Micologico
REGIONE MARCHE

 

 

ISPETTORATO MICOLOGICO

 

L’Ispettorato Micologico è collocato all’interno del Dipartimento di Prevenzione nell’Unità Operativa del Servizio d’Igiene degli alimenti e della Nutrizione (SIAN).

Le funzioni principali attribuite all’Ispettorato Micologico sono:

 

Attività di Prevenzione

 

  • Controllo e certificazione di commestibilità dei funghi freschi spontanei raccolti dai privati cittadini e destinati al consumo diretto;
  • Supporto, consulenza e collaborazione alle Strutture Ospedaliere e Medici curanti in caso di presunte intossicazioni derivanti da ingestione di funghi (sia raccolti per autoconsumo che quelli ammessi alla vendita);
  • Vigilanza su produzione, commercializzazione, vendita e somministrazione di funghi (secchi, freschi e conservati);
  • Attività educativa ed informativa nei confronti delle scuole, della popolazione in genere e degli operatori che lavorano nella ristorazione collettiva o nel settore ortofrutticolo;
  • Consulenza ai Comuni, alle Comunità Montane, ed altri Enti per la regolamentazione e vigilanza in campo micologico ed in occasione di mostre, convegni, sagre, ecc.;
  • Attività di formazione per micologi (aggiornamenti ECM);
  • Attività di formazione per privati raccoglitori per l’ottenimento del tesserino Regionale per la raccolta dei Funghi epigei spontanei (corsi organizzati dalla Provincia e/o dalle Comunità Montane);

 

Attività di Certificazione e/o Registrazione

 

  • Controllo e certificazione sanitaria di commestibilità dei funghi freschi spontanei destinati alla vendita all’ingrosso o al dettaglio presso mercati ortofrutticoli o altri esercizi e/o alle somministrazioni negli esercizi di ristorazione e/o gastronomie;
  • Controllo e dissequestro di funghi importati, che viaggiano sotto vincolo doganale o sanitario, destinati alla vendita, a mostre, a sagre, etc.;
  • Registrazione, nel sistema informatico Regionale SIVA, di aziende private che manipolano, lavorano e confezionano funghi freschi (spontanei e/o coltivati), secchi o diversamente condizionati (salamoia, surgelati, ecc.);

 

 

 

 

 

PROTOCOLLO PER L’ACCESSO AGLI ISPETTORATI MICOLOGICI

 

Gli utenti interessati al controllo dei funghi freschi spontanei per il consumo diretto potranno accedere ai Servizi di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) nei giorni ed orari prestabiliti.

Le prestazioni erogate dall’Ispettorato Micologico sono gratuite.

A seguito dell’esame di commestibilità viene rilasciata all’utente copia di apposita certificazione, debitamente sottoscritta dallo stesso, a conferma della presa d’atto del suo contenuto.

I funghi devono essere presentati alla visita in contenitori rigidi e forati (cestini o analoghi contenitori).

Si consiglia di  separare opportunamente le diverse specie fungine al momento della raccolta

 

I funghi sottoposti a visita devono essere:

  • freschi (non congelati o scongelati, non essiccati, non diversamente conservati);
  • interi (non recisi o tagliati, non spezzettati, non lavati, non raschiati o comunque privi di parti essenziali al riconoscimento);
  • sani ed in buono stato di conservazione (non eccessivamente tarlati, non ammuffiti, non fermentati, non fradici, non eccessivamente maturi);
  • puliti da terriccio, foglie e/o altri corpi estranei;
  • provenienti da aree non sospette di esposizione a fonti di inquinamento chimico o microbiologico, ad esempio (discariche di rifiuti, cumuli di macerie, sponde di corsi d’acqua lurida, parchi e giardinetti cittadini, vicinanze di aeroporti, autostrade, strade ad intenso traffico veicolare, stabilimenti industriali, forni inceneritori, cimiteri, centrali elettriche, frutteti e/o colture trattate con presidi sanitari).

 

All’esame di commestibilità deve essere sottoposto l’intero quantitativo raccolto e nel più breve tempo possibile (il campione non serve, i funghi lasciati a casa possono infatti contenere anche un solo pezzo di funghi di specie tossiche o velenosa !).

Gli ispettori addetti alla certificazione sono autorizzati a rifiutare la determinazione delle specie (con relativa distruzione dell’intera partita) qualora i funghi pervenuti siano: recisi, tagliati o comunque privati di qualche parte; eccessivamente invasi da parassiti o inzuppati di acqua; in evidente stato di alterazione (vecchi, mollicci, liquefatti) tali da compromettere l’intera partita; estremamente insudiciati  da terricci o residui di substrato (estirpati); in contenitori non rigidi (sportine) con conseguente sbriciolamento.

 

 

Avvertenze al consumo dei funghi

I funghi considerati mangerecci dovranno essere conservati in contenitori rigidi ed aerati e conservati in luogo fresco; il fungo deve essere sano, privo di muffe o eccessive tarlature, non imbevuto d’acqua e non eccessivamente maturo.

Il consumo e le operazioni di conservazione dovranno avvenire nel più breve tempo possibile essendo prodotti molto deperibili, osservando scrupolosamente buone pratiche di preparazione e le indicazioni ricevute al momento della certificazione di commestibilità. E’ importante, tuttavia, utilizzare una cottura prolungata, poiché diversi funghi contengono tossine termolabili e, quindi, se non cotti adeguatamente, possono causare intossicazioni gastro-intestinali.

 

E’ consigliabile evitare la cottura alla griglia o alla piastra in quanto questa pratica, soprattutto per i funghi più carnosi e consistenti, non garantiscono la completa cottura al cuore del prodotto.

 

E’ assolutamente sconsigliabile consumare funghi:

  • in caso di dubbio;
  • in grandi quantità ed in pasti ravvicinati;
  • crudi (ad eccezione delle pochissime specie che si prestano all’uso) o non adeguatamente cotti;

 

La maggior parte dei funghi mangerecci provocano disturbi o avvelenamenti se consumati crudi o poco cotti:

  • alle donne in gravidanza o in allattamento;
  • alle persone con intolleranze a particolari alimenti, farmaci, o che soffrono abitualmente di disturbi allo stomaco, fegato, pancreas, senza il consenso del medico.

Nella malaugurata ipotesi di insorgenza di disturbi dopo il consumo dei funghi:

  • recarsi immediatamente all’Ospedale al primo sospetto o ai primi sintomi di malessere;
  • tenere a disposizione eventuali avanzi del pasto e dei funghi consumati;
  • fornire le indicazioni utili per l’identificazione delle specie fungine consumate e del loro luogo di raccolta.

 

Si ricorda infine che:

Non esistono metodi, ricette, oggetti, metalli o comunque sistemi in grado di indicare la tossicità del fungo. L’unico metodo sicuro per stabilirne la commestibilità è quello di classificarlo, sulla base delle sue caratteristiche come appartenente a specie di comprovata commestibilità. Pertanto è opportuno sottoporre i funghi spontanei raccolti o ricevuti in regalo, al controllo degli esperti dell’Ispettorato Micologico dell’Area Vasta n.3.